Expo 2015: High Priced Technology

Soltanto nell’area di Manhattan si contano centinaia di hotspot gratuti a cui collegarsi mentre si passeggia per le vie del centro.
Per connettersi alla rete è sufficiente avere un computer o uno smartphone dotato di wi-fi. La vera notizia è che questa moltitudine di punti di accesso alla rete è completamente fornita da privati come bar, ristoranti e negozi che credono fermamente che avere una connessione al web sia un servizio che ripaga e che soddisfa la propria clientela.
In Italia fa notizia che, per un evento di grandi dimensioni quale potrebbe essere l’Expo 2015 nel maggiore distretto produttivo nazionale, vengano installati un migliaio di punti di accesso da un’azienda privata, quale potrebbe essere la Telecom, che difficilmente potrà permettersi, visto l’investimento iniziale, di render gratuito il servizio fornito.
“L’investimento è di 43 milioni di euro ed è volto alla realizzazione di un esempio di Smart City nell’area della fiera meneghina. Provvedendo alla realizzazione di infrastrutture per garantire connettività fissa, mobile e wi-fi a larghissima banda – ” 70 chilometri di fibra ottica e mille antenne Wi-Fi“, spiega Zingarelli -, mettendo a disposizione i suoi data center e attivando soluzioni Near Field Communication (Nfc), Radio Frequency IDentification (Rfid) eProgrammable Logic Controller (Plc)”.
Altre città italiane qualche mese fa hanno incontrato un vero esperto di telecomunicazioni e web che in questo ultimo anno ha progettato e messo in opera un ambizioso piano per alcune zone pilota degli USA. Google ha pianificato di utilizzare le “dark fiber” statunitensi per fornire, inizialmente, una connessione veloce (si parla di 1 Gbit/sec, una velocità mai vista in Italia neppure con la Fibra 100 di Fastweb) a prezzi competitivi dalle 50.000 alle 500.000 famiglie.
Tema ufficiale dell’incontro era l’impatto positivo di Internet sullo sviluppo dell’economia e le sue potenzialità nell’avvicinare i cittadini agli amministratori locali e portare benefici alle imprese. Internet per uscire dalla crisi, in poche parole. Agli amministratori Schmidt ha detto, senza tanti giri di parole: “In Italia avete metà dell’arte europea e il cibo migliore. Qui c’è il mercato più creativo del mondo, ma quanto a Internet siete indietro”. (Wired 30 giugno 2011)
L’investimento di 43 milioni di €uro è quindi davvero necessario per l’area urbana meneghina o verrà utilizzato soltanto come vetrina per il resto del Mondo che nel 2015 verrà a visitare l’Expo di Milano, nascondendo agli occhi dei più l’arretratezza dell’intero sistema di telecomunicazioni italiano che non consente un accesso stabile e veloce in aree in piena Pianura Padana?
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